Gruppo di Jalmicco.

Immagine gruppo alpini di Jalmicco

I tredici alpini che possono considerarsi soci fondatori di questo Gruppo, si riunirono per la prima volta il giorno 4 aprile dell'ormai lontano 1952. Erano quasi tutti reduci dei campi di battaglia della seconda guerra mondiale. Questi reduci, sebbene non formalmente costituitisi in Gruppo, continuarono a ritrovarsi con una certa assiduità fino a quando i tempi maturarono. Fu Antonio Virgolini, poi diventato primo capogruppo, con la solerzia e con le capacità organizzative che tutti gli riconoscono, che diede il necessario impulso alla vita associativa, facendo si che quei primi iscritti si identificassero in modo profondo con il neonato sodalizio. Dopo tre anni di intenso impegno lasciò il testimone all'amico Siro Birri, che poi guidò il sodalizio per ben 24 anni, fino al 1979.
Oltre ai tradizionali appuntamenti per ricordare doverosamente quanti hanno perso la vita sui campi di battaglia, oltre ai momenti festosi si organizzò finalmente anche una sentita cerimonia per l'inaugurazione del gagliardetto, che fu intitolato all'alpino Almerindo Canciani, caduto sul fronte russo. L'avvenimento è del 24 luglio 1966, presente la madrina Giannina, nipote di Almerindo e fu solennizzato con una S. Messa celebrata da don Candido Carlino, cappellano sezionale.
I tempi stavano cambiando e stava emergendo con forza la necessità della partecipazione alla vita comunitaria. Ecco che allora il Gruppo si fa promotore di avvenimenti sportivi, di gare di briscola o di bocce, organizza gite in montagna, falò della Befana, ma offre anche il sostegno concreto a ogni altra iniziativa paesana.
L'impegno verso la comunità civile è stata sempre una costante, in una gara di solidarietà che non ha mai segnato cali di alcun genere, dai soccorsi partiti immediatamente quel lontano 6 maggio 1976 alla sentita partecipazione alle attività di Protezione Civile degli anni successivi e fino a oggi.

Tratto dal volume: "50 anni di vita della sezione di Palmanova" -seconda parte- I Gruppi e la loro storia - a cura di Ermanno Dentesano



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